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Web Marketing Strategies

Magazine

  • 03 Gen

    Il colore: teoria e pratica

    Dovete progettare la grafica per un logo? Siete impegnati nel restyling di un brand o di un sito internet? Magari avete già pensato al sistema cromatico da applicare per rendere più accattivante la grafica o invogliare l’utente all’acquisto attraverso un colore “call to action”. All’apparenza la scelta del colore può essere associata al gusto e alla sensibilità personale, ma in realtà è il frutto di un’attenta progettazione che prende il via dall’analisi dei significati simbolici, culturali e psicologici. Per chi lavora nel campo della comunicazione visiva l’elemento cromatico è un elemento infallibile per attirare l’attenzione, orientare comportamenti, modificare stati d’animo, suscitare sensazioni, emozioni e desideri.

  • 16 Dic

    Tripadivsor: Ecco i pro e i contro

    Tripadvisor è il più grande sito di recensioni su alberghi, ristoranti e strutture turistiche in genere al mondo. Grazie alla sua geniale idea, il portale era riuscito a creare una rete di utenti accomunati dalla passione per il turismo consapevole. Tripadvisor, così come molti social, partiva dunque dal presupposto che non sono solo gli hotel o i ristoranti a dover avere il monopolio delle informazioni che li riguardano. Usufruendo dei commenti dei soggiorni e delle esperienze culinarie di altri utenti, su Tripadvisor si poteva tranquillamente organizzare la vacanza perfetta stando comodamente seduti sul proprio divano.

    Non è casuale l'uso dell'imperfetto che si è fatto finora.

  • 13 Dic

    L'utilizzo degli hashtag nei social newtork

    Qual è il simbolo più diffuso nei social media? Naturalmente l'hashtag. Quello che prima, prima della diffusione dei social media, veniva comunemente chiamato “cancelletto”.

    Il celeberrimo '#' venne utilizzato per la prima volta per etichettare gruppi e argomenti dell'Internet Relay Chat, la prima chat di internet, ma è diventato famoso molti anni più tardi grazie all'utilizzo che se ne fa suTwitter. L'hashtag permette di seguire argomenti o conversazioni aventi in comune uno specifico interesse. Dunque per Twitter la parola che segue il cancelletto rappresenta una sorta di keyword, una parola chiave.

    Anche Instagram, Google+ e Facebook hanno provveduto ad adottare l'hashtag come strumento per raggruppare le discussioni.

    L'hashtag può essere costituito da una o più parole che etichettano fin da subito una discussione. Il termine, infatti, significa proprio hash (cancelletto) e tag (etichetta). Questa semplice nozione, però, non è compresa o sfruttata al massimo da tutti coloro che si occupano di social media marketing.

    Per esempio, si pensi a come l'hashtag 'guerrieri' sia stato utilizzato da Enel per fini commerciali e come, invece, sempre la stessa azienda, abbia subito una contro-campagna da parte del collettivo WuMing e Greenpeace, oltre che gli attacchi di altri centinaia di utenti.

    L'utilizzo dell' “#”, dunque, deve essere fortemente consapevole per non diventare un “epic fail” (secondo le parole di Steve Jobs).

    Non tutti i social che hanno iniziato ad utilizzare l'hashtag hanno riscosso il successo sperato. Facebook, per esempio, ha constatato come i post con il  “#" abbiano viral reach inferiore rispetto a quelli senza hashtag. La motivazione è facilmente spiegabile: nello statuto di Twitter vi è la resa pubblica di ogni tweet e la possibilità degli utenti di leggere tutto di tutti; al contrario Facebook seleziona gli hastag tra le informazioni degli amici e delle pagine che sono seguite.

    Il motivo dell'insuccesso di questo simbolo nel social di Zuckerberg è dunque presto spiegato: l'hashtag, pensato per una funzione discovery, perde proprio la sua principale funzionalità in un social come Fb.

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