L'evoluzione di Google e l'approccio alla Seo secondo Donato Antonazzo!

L'evoluzione di Google e l'approccio alla Seo secondo Donato Antonazzo!

Donato Antonazzo è un SEO Senior, collaboratore di Envision srl. Si occupa di Seo dal 2009 e ha unito nella sua professione la passione per il web a quella degli studi umanistici.

Abbiamo fatto una chiacchierata con Donato, che ci ha raccontato come è cambiato il modo di fare Seo negli anni, come si è evoluto l’algoritmo di Google e alcuni particolari della sua esperienza professionale!

1) Donato, iniziamo con le domande. Avresti mai pensato di lavorare in un'agenzia di web marketing?

Sinceramente no. Ho 29 anni e faccio parte di quella fascia di età che ha scoperto il web pian piano, vedendolo dapprima come un mondo sconosciuto, per poi esserne parte integrante.

Da piccolo, quando mi chiedevano che cosa volessi fare “da grande”, ho dato varie risposte: da bambino, ad esempio, volevo fare l’idraulico, per emulare in qualche modo quello che fa mio padre. Ad ogni festa di paese dovevo per forza comprarmi il kit di cacciavite, martelli, chiavi, etc…

Crescendo, ho iniziato a coltivare il sogno di andare sullo spazio e di fare l’astronomo; a 10 anni avevo le idee più chiare: volevo diventare un giornalista sportivo.

2) E come mai hai scelto il web? Come hai iniziato ad interfacciarti a questo mondo?

Ho iniziato a muovere i primi passi nel web quando avevo circa 13 anni. Con il mio primo pc e il modem a 56 kbps, ho scoperto dapprima il linguaggio HTML e poi, come nel gioco del “piccolo chimico”, ho costruito i primi siti web.

Erano tutti progetti personali, domini di terzo livello che allora si appoggiavano su xoom di virgilio.it e altervista.org.

A mio modo di vedere, non c’è palestra migliore di quella sul campo! Ho “sbattuto la testa” sul muro, come si dice, per tante volte. Ho provato e riprovato, risolvendo i vari bug in cui mi imbattevo e cercando di sviluppare siti sempre più performanti e completi. Bisogna sperimentare per capire i propri errori e mettere in pratica ciò che si è imparato.

Circa 15 anni fa, erano molto attivi i forum, sui quali si poteva chiedere aiuto e, quasi sempre, si risolvevano le problematiche riscontrate. È proprio sui forum che ho appreso le prime basi della SEO.

3) Collabori con Envision dai suoi albori, occupandoti di SEO. Ci sono stati cambiamenti nel tuo settore?

Certamente, la SEO è in continua evoluzione. Periodicamente vengono eseguiti degli update degli algoritmi di Google, alcuni hanno ripercussioni importanti sulle varie SERP, vedi Google Penguin e Google Panda.

Quando ho iniziato bastava inserire una moltitudine di keywords nel testo e nel meta tag preposto, per essere subito ben visibili nelle prime pagine. C’era anche, ad esempio, chi scriveva tantissime keywords con lo stesso colore dello sfondo, non “visibili” immediatamente all’utente, ma “visibili” a Google.

Inoltre, c’erano tanti siti web che avevano una pagina chiamata generalmente “Scambio Links”, nella quale ospitavano i link di altri siti. L’inserimento massivo su directory era una tecnica molto in voga fino al 2009-2010.

Tutte queste pratiche sono state ampiamente “declassate” da Google che, con il lancio di nuovi algoritmi, ha penalizzato i siti (non tutti!) che utilizzavano queste tecniche. Mi avvalevo di queste strategie per i miei progetti personali, poi ovviamente ho dovuto seguire le linee guida dettate da Google.

4) Quali sono, secondo te, i fattori che Google tiene in maggiore considerazione?

A mio modo di vedere, Google considera in primis l’anzianità di un dominio. Vari esperti del settore dicono che Google valuti circa 200 fattori, ma io personalmente non credo a quest’ipotesi.

Potrebbero essere molti di più o molti di meno, considerando il fatto che Google non rende pubblici tutti i suoi brevetti; quando lo fa, non è detto che li applichi!

Dopo l’anzianità, Big G considera i contenuti e l’esperienza utente. Facilitare la navigazione ha un grosso peso nell’economia del posizionamento. Ad esempio, se realizziamo un sito per un tour operator o un’agenzia immobiliare, è bene inserire un motore di ricerca interno.

Un sito che permette di dare delle risposte immediate all'utente ha più opportunità, secondo me, di essere valutato positivamente da Google.

Nel mio lavoro, mi occupo principalmente di aiutare di far apprezzare i siti web a Google. Per far questo, vanno anche considerati fattori “esterni”, come il profilo backlinks che vale, secondo me, ancora molto.

5) Oggi si contano sul web tanti esperti SEO, ognuno dei quali professa una propria "religione". Tu a quale corrente di pensiero ritieni di appartenere?

Certamente, ognuno cerca di far valere la propria scuola di pensiero e di far risaltare una determinata strategia Seo sulle altre: in questo ambito c’è chi professa la “Seo Semantica”, chi la “Seo della Link Building”, chi la “Seo dei contenuti” e via dicendo.

Personalmente credo che un approccio mixato di tutte queste “religioni” possa essere la soluzione vincente. Diffidate da chi vi garantisce la prima posizione, perché nessuno può farlo! Apprezzo molto il lavoro di Enrico Altavilla e Giorgio Taverniti, i veri pionieri della Seo.

Personalmente, ho un ricordo vivo del forum GT, primo esempio di forum in cui mi sono affacciato per imparare i primi rudimenti.

6) Fino ad ora, qual è stato il lavoro più lungo e che ti ha dato maggiori soddisfazioni? Quale invece il lavoro più "strano"?

Il lavoro più lungo, complicato, ma che mi ha dato maggiori soddisfazioni è stato quello che ha riguardato un sito web nel campo “Health & Medical”.

È stato un lavoro minuzioso, con una grande responsabilità sulle spalle, per due motivi: tempistica stretta e una grande mole di pagine da analizzare e ottimizzare.

Non mi dilungherò in questa sede su tutti i passaggi effettuati, ma il sito ha avuto un aumento di traffico del 60%, portando nelle prime posizioni keyword importanti, alcune da 41.000 accessi mensili.

Il progetto, più “divertente”, è stato invece quello che ha riguardato un sito di sex toys. Analisi e rivisitazione dei contenuti sono gli aspetti su cui ho lavorato. Vi lascio immaginare i commenti dei colleghi ogni volta che passavano davanti ai miei monitor…