Recensioni false su TripAdvisor: nel Salento una sentenza storica!

Recensioni false su TripAdvisor: nel Salento una sentenza storica!

Data di pubblicazione: 04-10-2018

Il mondo di Internet ha conosciuto ormai da anni il fenomeno delle recensioni dei locali pubblici, come ristoranti, bar, alberghi e di altre attività. Un fenomeno che ha visto anche la creazione, da parte di soggetti singoli, di recensioni false, inserite ad arte sia per alterare in positivo, che in negativo, la fama del locale.

Ora è arrivata una sentenza "storica" con la condanna per false recensioni per un malintenzionato salentino da parte del Tribunale di Lecce.

La sentenza e la posizione di TripAdvisor

Il tribunale di Lecce ha comminato al truffatore ad una condanna di 9 mesi di carcere, che dovrà scontare, in quanto la pena non è stata sospesa, ed a pagare una multa di 8.000 euro per i danni e le spese processuali.

La sentenza è stata subito definita "storica", in quanto è la prima nel mondo di questo genere e va a fare chiarezza in un settore molto importante. L’agenzia salentina vendeva dei "pacchetti" di recensioni false a vari operatori, che in seguito venivano pubblicate sul portale TripAdvisor, che in questa situazione risulta essere danneggiato e si è infatti costituita "parte civile" nel processo che è stato intentato davanti al tribunale.

La community di viaggi ha mostrato negli anni molta attenzione per queste frodi e ha impiegato risorse consistenti per bloccarle. Il VP di Tripadvisor, Brad Young, dopo la sentenza, ha parlato dell’attività della sua azienda per bloccare le recensioni false. Illustrando questa attività ha comunicato che, a partire dal 2015, sono oltre 60 le aziende, a livello mondiale, che vendevano recensioni a pagamento, e che sono state bloccate legalmente.

Nello stesso tempo Brad Young ha sottolineato l’importanza della collaborazione con le autorità competenti dei vari Paesi, in quanto la sua azienda non può "fare tutto da sola". TripAdvisor ha utilizzato il suo team interno per la raccolta di prove, che sono state poi messe a disposizione delle autorità, ed ha inoltre supportato con i propri legali l’accusa contro il truffatore.

La scrittura di false recensioni era stata segnalata anche da "Il Fatto Quotidiano" che nel 2014 aveva dato vita ad una indagine sul fenomeno mediante una "prova in campo", mandando un proprio cronista a lavorare per una delle società che forniscono queste recensioni. In poco tempo era emerso chiaramente il sistema che consentiva di "barare" sia con recensioni positive che negative.

L’indagine della polizia postale in Salento

La Polizia postale ha dato inizio all’indagine grazie ad alcune segnalazioni fatte dal titolare di un ristorante di Trieste al quale l'agenzia colpevole di truffa aveva inviato delle e-mail promozionali della propria attività. Dopo questa segnalazione sono iniziate le indagini e l’intervento di TripAdvisor, che ha portato le prove raccolte durante le proprie investigazioni, è stato decisivo per la condanna dell’agenzia pugliese, per il reato di "sostituzione di persona".

A fronte della denuncia del ristoratore triestino esistono anche molte strutture che hanno accettato le proposte di avere recensioni false, che sono state scoperte da Tripadvisor utilizzando le analisi tecniche interne. La community di viaggi nel corso degli anni ha identificato e successivamente rimosso più di 1000 invii di recensioni effettuati dallo stesso malintenzionato, relativi ad un gran numero di strutture ricettive o ristoranti.

Per le sue frodi l’agenzia pugliese utilizzava vari sistemi, come la modifica degli indirizzi email, degli "username", e i "browers", ma le analisi del team di TripAdvisor sono state in grado di trovare le loro tracce e riconoscerli. Le strutture interessate da recensioni false sono state "declassate" e questo ha fatto immediatamente terminare le frodi, mentre in altri casi è stata necessaria, da parte di TripAdvisor, l’applicazione di un "bollino rosso" sulle pagine degli operatori interessati.

Per evitare questa segnalazione in molti casi gli operatori hanno deciso di offrire ampia collaborazione nelle indagini permettendo così di far emergere delle transazioni bancarie a favore di chi rilasciava recensioni false.