Instagram contro il cyberbullismo: scopriamo le ultime funzioni

Instagram contro il cyberbullismo: scopriamo le ultime funzioni

Data di pubblicazione: 15-07-2019

Instagram, piattaforma social utilizzata da milioni di persone e amata soprattutto da un pubblico di giovani, ha appena annunciato l’introduzione di due nuove funzionalità create per fare guerra al cyberbullismo che potrebbero rivelarsi più efficaci della segnalazione o del blocco.

Adam Mosseri, attualmente a capo di Instagram, ha già comunicato ufficialmente di aver ritenuto necessarie alcune nuove funzionalità per contrastare il fenomeno del bullismo che sui social sta crescendo esponenzialmente. Questo è dovuto anche all’impressionante diffusione degli smartphone nelle mani dei giovanissimi che, non sempre supervisionati da un genitore responsabile, spesso finiscono nel mirino di molestatori e di cyberbulli.

Vediamo di cosa si tratta.

La prima nuova funzionalità Instragram: restrict che isola i cyberbulli

Il primo provvedimento si chiama restrict ed il suo obbiettivo è di porre dei limiti di attività agli utenti molesti sugli account delle vittime, facendo in modo che i messaggi e i commenti scritti siano visibili a chi li digita ma non a chi li riceve e ai suoi seguaci. Restrict è una funzione molto simile al silenzia che si applica alle storie e ai post. Il molestatore inoltre non potrà vedere lo stato di attività e le visualizzazioni della vittima.

Come sappiamo i blocchi sono già presenti su Instagram, tuttavia il colosso statunitense spiega questa decisione affermando che spesso segnalare o bloccare il molestatore può scatenare reazioni ancora più violente e la cosa diventa ulteriormente pericolosa se si tratta di qualcuno conosciuto anche nella vita reale e non solo in quella virtuale; pertanto la possibilità di muoversi in modo che la persona sgradita non se ne renda conto si rivela una tutela più sottile ed efficace.

Il secondo strumento Instragram: l’intelligenza artificiale: "sicuro di volerlo scrivere?"

Il nuovo strumento della società che fa parte del gruppo Facebook è basato invece su un sistema di intelligenza artificiale: gli utenti saranno interrogati sul commento che sono in procinto di pubblicare, in particolare se sia o meno offensivo per chi lo riceve. È dunque un invito alla riflessione, a prendere tempo ed eventualmente a ripensarci, facendo marcia indietro prima di postare il messaggio ed evitando quindi di ferire verbalmente qualcuno.

Sia beninteso che la possibilità di bloccare e di segnalare il molestatore rimangono, nonostante siano abbastanza temute dal pubblico giovanile, timoroso di ripercussioni, di vendette e ricatti, oltre che facilmente soggiogabile da parte di vessatori seriali e violenti. Probabilmente neppure queste misure elimineranno del tutto l’abitudine fin troppo diffusa di dare sfogo all’odio tramite la tastiera del telefono o del pc sui social, tuttavia è certamente apprezzabile che i creatori delle piattaforme siano sensibili a questa problematica e si impegnino a trovare sempre nuovi metodi per porre un argine alla violenza virtuale. È altrettanto apprezzabile che vengano offerti spunti di riflessione più generici che riguardano non solo i bulli, ma tutti coloro che comunicano usando l’online, cercando di rieducare il linguaggio utilizzato a volte con troppa leggerezza, senza pensare alle conseguenze.

Le nuove funzioni pertanto verranno inserite a breve con i nuovi aggiornamenti delle applicazioni.