Siti web ed accessibilità: facciamo il punto della situazione

Siti web ed accessibilità: facciamo il punto della situazione

Data di pubblicazione: 08-10-2014

Forse le persone normodotate non sempre pensano quanto possa essere difficile per i soggetti ipovedenti, ipoudenti o con disabilità motorie accedere ai siti web. Poiché oggigiorno la fruizione della rete internet si può considerare un bene necessario di cui tutti devono poter disporre, risulta evidente che, come sono presenti normative che regolano l’accessibilità fisica ai luoghi da parte di persone portatori di handicap, anche il web deve adattarsi a queste esigenze.
Questo è tanto più importante in quanto proprio questi soggetti possono trarre maggiore vantaggio da una rete internet in grado di supportarli, evitando loro, ad esempio, di doversi recare fisicamente a fare lunghe code per richiedere documenti pubblici quando è possibile ottenerli da casa attraverso il computer connesso in rete.


Per regolare questa importante materia, la Web Accessibility Initiative (WAI), facente parte del World Wide Web Consortium (W3C), ha redatto linee guida che sono considerate la base per le normative dei paesi che intendono adeguarsi. Così è nata la Web Content Accessibility Guidelines (WCAG). La versione 1.0 di questo lavoro è del 1999. Oggi siamo alla versione 2.0, messa a punto nel 2008.

In Italia, le prime che mosse legislative in questo senso sono state effettuate nel 2004. La legge n.4 del 9 gennaio (Legge Stanca), in particolare, tratta l’argomento accessibilità legata ai servizi informatici della Pubblica Amministrazione, agli enti pubblici e, in generale, delle aziende private che sono concessionarie di servizi pubblici.

Il 16 settembre 2013 sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale i decreti attuativi dei nuovi requisiti relativi all’accessibilità dei siti web della pubblica amministrazione (ma non solo) che fanno seguito al decreto del 20 marzo 2013. In questi decreti attuativi sono presenti normative riguardanti le caratteristiche che devono avere i formati digitali dei documenti. Inoltre, contengono 12 requisiti molto semplici e "pratici" ai quali devono attenersi i siti web rispondenti alle caratteristiche di accessibilità richieste.

Vediamone qualche esempio.

- I contenuti dei siti web di carattere non testuale devono essere in qualche modo descritti anche come testi in modo da poter essere trasformati in simboli braille tramite apposite stampanti o essere letti con software di sintesi vocale.
- I contenuti audio devono essere presenti anche sotto forma di testi, animazioni e video per facilitare i soggetti ipoudenti.
- I contenuti dei siti web non devono contenere immagini o animazioni che possano in qualche modo causare crisi epilettiche in soggetti predisposti.

Importante è considerato il modo in cui i testi sono scritti, e non solo dal punto di vista della chiarezza e delle dimensioni delle lettere. Anche l’esposizione deve essere il più possibile comprensibile da larghe fasce di popolazione, anche quelle con una scolarizzazione non elevata.

In generale, quindi, possiamo dire che qualcosa di concreto si sta muovendo, anche se probabilmente molto c’è ancora da fare. Si prevede inoltre che l'argomento accessibilità dovrà interessare anche i siti non pubblici. Un’interessante proposta per premiare chi opera queste attenzioni sarebbe la realizzazione di motori di ricerca che fanno dell’accessibilità del sito uno dei criteri per determinarne il ranking.