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  • 04 Gen

    L’indicizzazione di un sito web dipende anche dalla velocità di caricamento dello stesso

    La necessità di aumentare la visibilità di un'azienda, o di una specifica attività, è al giorno d'oggi elemento di grande interesse e dunque diventa indispensabile utilizzare tutti gli strumenti possibili per raggiungere tale scopo.
    Uno di questi strumenti è la cosiddetta indicizzazione, ossia quel processo che porta un sito web a collocarsi ad un certo livello di visibilità all'interno della rete.
    Vi sono una miriade di aziende che lavorano in questo campo, offrendo i loro servizi ai clienti desiderosi di collocare il loro indirizzo URL in posizioni visibili e fruibili per il navigatore.

  • 07 Giu

    Google Penguin: il nuovo algoritmo di Google

    Negli ultimi giorni impazza sul web la notizia dell’arrivo del nuovo algoritmo applicato al noto motore di ricerca Google. Il suo nome è Google Penguin. In sostanza il nuovo aggiornamento è entrato in uso e ha penalizzato i siti web che hanno usato troppo, tecniche di “web spamming”. In particolare le tecniche che sono state “bannate” sono: il keywords stuffing e link spamming.

    Chi applica del buon SEO, definito White Hat,  si concentra a migliorare l’indicizzazione dei siti web in modo costruttivo; migliorando l’usabilità, la velocità di navigazione, cura dei contenuti e dedica un’accurata attenzione alla selezione delle parole chiave.

    Google come aveva già fatto, con i precedenti algoritmi, si accorge e penaalizza quei siti che usano "trucchi" che non rispettano la sua netiquette:  keywords stuffing (utilizzo di testo nascosto e parole chiave per manipolare gli algoritmi di Google ) o link spamming (costruzione di link nei contenuti, senza verificare se portino risultati e soprattutto siano sensati nel contesto in cui sono inseriti) e quindi automaticamente si passa dal White Hat al Black Hat SEO.

  • 23 Apr

    Google Panda: pro e contro sull'ultimo algoritmo di Big G

    Google Panda costituisce un aggiornamento dell'algoritmo di indicizzazione dei siti web, che, a quanto spiegato dalla casa madre, dovrebbe premiare la qualità delle informazioni. Ma è davvero cosi? Andiamo a scoprirlo insieme nelle prossime righe.

    Cosa ha portato a Google Panda

    I criteri su cui si è lavorato per penalizzare i siti di scarsa qualità sono molteplici: innanzituttto, "Big G" ha deciso di darci un taglio con i siti pieni "zeppi" di pubblicità. Qualora infatti, da fine estate scorsa, l'algoritmo di analisi riveli una percentuale di pagina dedicata agli spot troppo elevata, applicherà le sue penalizzazioni. Inoltre, l'analisi di un sito procede anche con l'aspetto qualitativo dei contenuti stessi: se essi sono scarsi, scatta l'abbassamento del "ranking" del sito. Ma va chiarito il concetto di contenuto scarso: l'algoritmo infatti ritiene di bassa qualità contenuti replicati da altri siti o che semplicemente si rifanno a quelli presentati altrove. Per completezza, va anche spiegato che il controllo agisce su qualsiasi tipo di media esposto all'interno di un sito: quindi dimenticatevi di apporre video già presenti su Youtube, su altri siti, su social network e quant'altro, se intendete far salire le visualizzazioni del vostro portale o blog.

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